Interventi

5 Novembre 2013

La Repubblica del 5 novembre 2013

Rastignano, lavori fermi al palo

Saliera: “Manca la volontà politica”

 

Di solito sono i soldi a mancara, ma in questo caso è forse la buona volontà. Dal marzo 20111 le Ferrovie hanno da parte i 27 milioni di euro che servono per il primo stralcio dei 2,8 chilometri tra il raccordo con la tangenziale e la fondovalle Savena, opera indispensabile a risolvere il “Nodo di Rastignano” che tiene in ostaggio un’intera vallata e strozza la zona di San Ruffillo.

“Il problema è che da quasi tre anni tutto appare fermo”, spiega la vicepresidente della Regione ed ex sindaco di Pianoro Simonetta Saliera. “La Provincia, che avrebbe dovuto coordinare, è come sparita e il Comune è rimasto inerte”. Proprio Saliera aveva faticosamente trovato l’accordo per cui le Ferrovie, nell’ambito dei cantieri dell’Alta Velocità, avrebbero reperito i soldi per risolvere un problema trentennale. “Ora i soldi ci sono e anche il progetto – continua Saliera – occorre solo procedere agli espropri e all’occupazione temporanea dei suoli consentendo alle Ferrovie di appaltare l’opera. Ma forse al comune di Bologna non interessa più di tanto”. Lo stallo ha del paradossale. In un momento in cui non si avviano più opere pubbliche, con le aziende del settore che languono o chiudono, un cospicuo investimento resta al palo pur avendo i quattrini in cassa. Col rischio che le Ferrovie, a forza di tenere fermi quei fondi, decidano di utilizzarli altrove. “Un buon amministratore – riprende Saliera – non si indebita, ma spende fino all’ultimo euro i denari per fornire soluzioni ai problemi della collettività”.
Così, mentre non ci sono soldi nemmeno per chiudere le buche nelle strade, tra Provincia e Comune si tergiversa. L’ultima previsione di inizio lavori è contenuta in una lettera dell’assessore alla Mobilità di palazzo d’Accursio Andrea Colombo, datata fine luglio, che stabilisce l’occupazione dei terreni per la fine di quest’anno. Si prevede un’aggiudicazione provvisoria per la primavera del prossimo anno, ma si dovrà poi attendere il completamento dell’acquisizione definitiva dei terreni da parte degli enti locali. (Comune di Bologna in primo luogo). Poi sarà necessario i progetto esecutivo e altre verifiche tra cui la bonifica dagli ordigni bellici. Previsioni attendibili, visti i precedenti, è difficile farne, ma si ipotizza l’inizio dei lavori per la primavera del 2015. “Ci vuole solo buona volontà e degli uffici che si dedichino a questo obiettivo”, conclude la vicepresidente. “Occorrono giorni non anni, anche perché queste sono zone dove già esistono cantieri e ciò rende tutto più agevole. Il comune di Pianoro, con meno personale, queste cose riusciva a farle in tempi ragionevoli”.

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