Interventi

25 Novembre 2014

Articolo La Repubblica Bologna del 24 novembre 2014

"Faccio politica, ma non sul palcoscenico"


di Varesi Valerio

«Mio padre faceva il muratore e ogni sera si chiedeva quanto muro ho tirato su oggi?». Simonetta Saliera, vice presidente uscente della Regione, di mattoni, che in politica sono voti, ne ha messi in fila dodicimila: più di ogni altro in regione, esclusi i candidati presidenti. Alla fine è una delle poche vincitrici nella Waterloo della politica, una sopravvissuta alla valanga astensioni-sta. In uncertosenso, lasuaèla vittoria della tartaruga su Achille piè veloce. Il partito l'avrebbe prepensionata volentieri, lei che è l'antitesi dell' immagine del politico in auge: è cuperliana, non è una giovane donna-immagine, non sa stare sulle ribalte, non è una sprinter della battuta, non innesca polemiche e non ha un briciolo di aggressività, semmai una determinatadolcezza. «Nonno starci sul palcoscenico - si schermisce-, lepochevolteche mi hanno costretto ad andarci mi sono sentita a disagio. Ho la cultura politica del dialogo vis à vis, che mi viene dall'essere nata amministratrice e non funzionaria di partito». Il successo di domenica viene da lontano, fin dallagavetta a Pi anoro come assessore e successivamentesindaco. Poi, nella breveparentesidaassessore a Bologna con Flavio Delbono e infine nei quattro anni e mezzo da vice presidente in Regione. E se a Pianoro un votante su due del Pd ha scritto Saliera sulla scheda, se in tanti l'hanno votata nella Vandea della montagna, a Loiano, a Mon"Cercosempre il dialogo una lezione imparata negli anni in cui facevo il sindaco a Pianoro" ghidoro, a Gaggio, dov'è addirittura risultatala prima, è stato per questo lavoro vecchio stile del proporsi porta a porta, avendo alle spalle una buona reputazione amministrativa. In un certo senso, la risposta al perché quasi due terzi degli elettori ha snobbato le urne, è implicita nel modod'essere Saliera. Adispettodella presunta modernità delle kermesse, dei talk show edegli effetti speciali, lei è la dimostrazione che parlare alla gente, ascoltarla, approfondire i problemi e tentare di risolverli, insomma, la modalità vecchio Pci fatta di volontariato casa per casa e di dialogo ad personam, paga più delle luci della ribalta. Duecento appuntamenti, interminabili ore di discussioni alla bocciofila, al dopolavoro, al circolo, nelle piazze, per una volta non quelle virtuali di Twitter, danno più risultati d'ogni innovazione spettacolare. Al Centro Lame, dopo tre ore di canzoni dialettali, un signore le si è avvicinato stupito: «Ancora qui? Di solito i candidati se ne vanno dopo mezz'ora». Quando si dice la pazienza della dedizione. Anche da vice presidente. Quando l'estroso sindacodi Berceto Luigi Lucchi minacciò di portaredavanti alla Regione un gregge di pecore per protestare contro il progetto di accorpamento dei Comuni, lei salì fin sul crinale dell'Appennino parmense a convincere l'apprendista pastore a tornare all'ovile. Un altro mattone per il suo muro che, poco alla volta, è diventato il palazzo solido apparso domenica dietro le urne.

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