Interventi

29 Dicembre 2014

Saliera Presidente dell'Assemblea, discorso di insediamento

Aiutare a far andare avanti chi la storia ha condannato a restare indietro
 
29 settembre 2014 - Discorso di insedimento alla Presidenza dell'Assemblea legislativa regionale di Simonetta Saliera
 
Signor Presidente,
care colleghe, cari colleghi
vi ringrazio per la fiducia che mi avete accordato. Mi impegnerò per essere all’altezza dei compiti, del ruolo istituzionale e politico che assumerò come presidente dell’Assemblea legislativa frutto della volontà popolare. Vi assicuro fino da ora che difenderò in ogni sede la vostra libertà di parola e di azione politica nel rispetto del dettato della nostra costituzione de i nostri regolamenti soprattutto richiamando tutto noi ad adempiere il proprio mandato di rappresentanza in modo libero, con dignità, onore ed integrità. È compito delle istituzioni, a tutti i livelli operare perché la nostra sia una società giusta e democratica. Giusta, è prima di tutto essere uguali e garantiti nel rispetto della propria dignità e nei diritti al lavoro, ala casa, alla scuola e alla sanità pubblica ad avere la possibilità di autorealizzarsi. Democratica significa oggi ricostruire quel legame di fiducia tra Istituzioni e cittadini, tra politica e persone che purtroppo è stato, da tempo, sottovalutato o addirittura mancante fino a farci avere percentuali di partecipazione alle competizioni elettorali che destano preoccupazione per la stessa credibilità dello Stato e non solo degli organi periferici. Non si può dimenticare che quasi due terzi dei cittadini emiliano-romagnoli hanno rifiutato di recarsi alle urne. Dobbiamo ricordarci continuamente che i partiti politici, i sindacati, le associazioni di impresa, le associazioni di volontariato rappresentano una ricchezza formidabile per la coesione sociale e la formazione del consenso democratico verso le istituzioni. Con loro dialogo deve sempre essere aperto, perché nella discussione si possono trovare gli elementi per le decisioni più giuste. La democrazia se non rivitalizzata e rafforzata attraverso un reale consenso dei cittadini può degenerare in forme che fanno da battistrada a involuzioni autoritarie, spesso ritenute una soluzione alle inefficienze e ai problemi irrisolti da sistemi politici farraginosi e autoreferenziali. Non c’è bisogno di Istituzioni e forze politiche abitate da mastini da combattimento, tarati sulla battuta più efficace per avere un titolo di giornale o zittire l’avversario. Abbiamo bisogno di dialogo, di una politica capace di avvicinare le nostre popolazioni, che sappia formare classi dirigenti adeguate al rafforzamento dello spirito democratico e che sappia innalzare i grandi valori morali e materiali dell’intera comunità. Viviamo una tensione sociale sempre crescente: i dati sull’economia, in primo luogo sull’occupazione, sono drammatici. Dobbiamo sapere che i prossimi mesi saranno ancora di grande difficoltà. E dobbiamo sempre ricordare che è l’insicurezza del presente e l’incertezza del futuro a covare ed alimentare la più spaventosa e meno sopportabile delle nostre paure e angosce. È imperativo dare risposte. La rabbia sociale dà corpo a gruppi sempre più violenti, la sfiducia – come le nostre ultime elezioni dimostrano -  ha superato i livelli di guardia.
 
Cosa diremo a quei padri di famiglia che non hanno più fonti di reddito?
 
Cosa diremo a quei giovani precari che non riescono a farsi una famiglia?
...e alle madri che rischiano di non trovare più aiuto nei servizi sociali di cui la nostra Regione è stata avanguardia in Europa? Il compito della politica è quello di far sì che nessuno resti solo: noi dobbiamo agire per far andare avanti chi la storia ha condannato a restare indietro. Vogliamo impegnarci perché nello scontro sociale i diritti dei deboli non diventino mai diritti deboli o addirittura evanescenti. Dobbiamo portare la nostra voce oltre i nostri confini nazionali affinché l’Europa diventi una vera e propria confederazione e non l’attuale ibrido paralizzante e causa di forti scompensi fra i vari stati membri. Il lavoro, la crescita, l’occupazione sono le priorità del Paese e dovranno vederci alacremente impegnati a creare presupposti affinché si avviino a soluzione.
Non vogliamo che la miseria sociale degeneri e la mancanza di diritti certi faccia radicare ulteriormente nel territorio il malaffare e la criminalità organizzata capace di infiltrarsi non solo nel tessuto sociale, ma anche, seppure in modo diverso e più silenzioso, negli apparati pubblici. È un fenomeno pericoloso che riguarda anche la nostra Regione. Nessuno può illudersi che sia un fatto occasionale e occorre vigilare e rafforzare sistemi di controllo che siano in grado di impedire la sempre possibile piaga della corruzione. Signor Presidente, signori consiglieri oggi inizia una nuova legislatura, facciamo sì che essa sia all’altezza dei problemi e delle esigenze del mondo che siamo chiamati a governare. A volte penso che basterebbe ricordare e fare propri i quindici punti al cui rispetto Papa Francesco ha voluto richiamare il comportamento del proprio Episcopato. Con questo riferimento, per me valido, sia per i credenti, che per i non credenti, auguriamoci tutti un serio e laborioso impegno.

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