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9 Settembre 2017

Allende, Neruda, Cile, democrazia

Una mostra e le poesie dell’ “erede di Pablo Neruda”. Così lunedì prossimo, a 44 anni esatti dal golpe di Pinochet, l’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna ricorderà l’anniversario del colpo di Stato che in Cile depose il governo legittimo di Salvador Allende.

L’appuntamento è a partire dalla ore 10 in viale Aldo Moro, 50 dove la Presidente dell’Assemblea legislativa regionale Simonetta Saliera e l’ambasciatore del Cile in Italia inaugureranno la mostra “Tempo d’esilio. L’Emilia-Romagna a fianco del popolo cileno 1973-1988”. Piatto forte del taglio del nastro, a cui seguirà un convegno tematico, sarà Oscar Han, poeta cileno che durante il regime fu incarcerato e perseguito. Noto come “l’erede di Pablo Neruda”, Han rappresenta la memoria storica della lotta per la democrazia e la libertà in Cile. “Tempo d’esilio” è stata realizzata grazie alla collaborazione tra l’Assemblea legislativa regionale, l’Istituto Parri e il Museo della Memoria di Santiago del Cile e, attraverso foto d’epoca e i testi delle storiche Cinzia Venturoli e Rosella Ropa, racconta i primi anni della dittatura di Pinochet, la ‘nuova vita’ dei cileni fuggiti in Emilia-Romagna e soprattutto l’impegno politico delle Istituzioni e di gran parte dei partiti politici dell’arco costituzionale italiano (Dc, Pci, Psi, Psdi, Pri) per denunciare le violazioni dei diritti umani e la brutalità del governo militare di Pinochet. E così, nei 27 pannelli della mostra, si vedono i volti di Leonardo Barcelò, fuggito giovanissimo, di Luis Corvalan, lo storico leader del Partito Comunista Cileno, la cui sorte tenne il mondo col fiato sospeso; ci sono le parole di Sandro Pertini, allora Presidente della Camera dei Deputati, che si rifiutò di firmare un telegramma in cui si esprimeva “alta considerazione” al governo cileno, rifiuto che spinse i Presidenti dei Parlamenti europei a cancellare la frase di elogio alla giunta militare. E poi ancora: Renato Zangheri, sindaco comunista di Bologna, che riunì tutte le forze politiche e sociali del capoluogo emiliano per solidalizzare con il popolo cileno. “Ci fu chi si salvò dalla ‘guerra sporca’ scavalcando le inferiate del muro di cinta. Ci fu chi riuscì a sottrarsi ai ‘commando’ di Pinochet nascondendosi nel bagagliaio di un’auto di un sacerdote. Chi sfuggì agli squadroni della morte semplicemente spacciandosi per italiano, sfruttando il cognome dei nonni emigranti, e dichiarando che andava ‘all’ambasciata’ per sbrigare qualche pratica burocratica. E l’ambasciata era proprio quella italiana, una delle poche che nei giorni successivi al golpe militare di Augusto Pinochet non chiuse i propri cancelli ai tanti che scappavano alle rappresaglie dei miliziani del dittatore”, spiega Saliera, che ricorda come “già nelle prime ore successive alla deposizione del legittimo governo del presidente socialista Salvador Allende, la sede diplomatica italiana divenne approdo sicuro per tanti: uomini, donne, bambini, ministri e militanti politici dei partiti democratici e di sinistra perseguitati per il loro amore per la libertà e la legalità repubblicana. Uomini e donne che poi trovarono in Italia, specie in Emilia-Romagna, una seconda patria, una nazione che li accolse come profughi politici e che seppe coniugare la loro accoglienza con l’impegno politico contro la dittatura cilena, tanto che l’Italia fu una delle poche nazioni occidentali a non riconoscere il governo di Pinochet“. In quest’ottica ampie parti della nostra comunità bolognese e regionale si stanno mobilitando come dimostrano l’impegno dell’Assemblea legislativa per la mostra odierna e Genus Bononiae, una delle realtà culturali più preziose del panorama bolognese, che a ottobre inaugurerà “Orozco, Rivera Siquerios. La mostra sospesa”. Si tratta dell’esposizione di una delle selezioni opere più significative di autori sudamericani che doveva essere inaugurata il 13 settembre 1973 a Santiago del Cile: due giorni prima il Presidente Allende era stato deposto dal golpe militare di Pinochet e la mostra è rimasta “pendiente” per 42 anni e solo nel 2015 è stata allestita al pubblico. "Tempo d'esilio" sarà visitabile nei locali dell’Assemblea legislativa regionale dall’11 settembre fino al 31 ottobre, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18. Per ulteriori informazioni sulla mostra: http://www.assemblea.emr.it/cittadin…/…/mostre/tempo-desilio

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