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26 Settembre 2017

Già 80 volontari per i minori soli in Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna ha già reclutato una quarantina di “tutori volontari” per aiutare i minori soli.

Una “pattuglia” che si andrà ad aggiungere agli altrettanti 40 volontari già formati negli anni scorsi sullo stesso tema, portando così a 80 il totale di chi sarà impegnato a togliere dalla strada i 1.160 minori abbandonati in regione ed a favorirne l’inserimento in progetti educativi in Italia o il ricongiungimento con le famiglie nei Paesi d’origine. Il dato è stato reso pubblico oggi da Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna, che è intervenuta al convegno “Minori non accompagnati. La nuova legge italiana e le buone pratiche per l’Europa” organizzato dal Parlamento europeo nella sede di Bruxelles con, tra gli invitati, “l’euroministro degli Affari sociali” Dimitris Avramopoulus e la sua omologa alla Giustizia Vera Jourova. “Con l’attività della Garante regionale per i minori, l’Assemblea dell’Emilia-Romagna sta investendo risorse, impegno e passione civile e coinvolgendo tanto il mondo dell’associazionismo e del volontariato, quanto le tre grandi religioni monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo e Islam) i cui rappresentanti stanno facendo, di comune accordo, un percorso insieme all’Istituzione regionale”, spiega Saliera che ricorda come “i bambini e i ragazzi hanno bisogno di assistenza alfine di non essere vittime dei tentacoli della microcriminalità, che si nasconde nei meandri delle nostre città. Siamo grati a tutti coloro che operano nell’ambiente della giustizia, dell’affetto e del riconoscimento di diritti di cui hanno la massima necessità perché il destino li ha travolti in un mondo di crudeltà, di sfruttamento e di avidità. Operiamo affinché queste nostre iniziative si trasformino in atti reali e non solo formali. Con questo intento vogliamo coinvolgere tutta la comunità. Vogliamo che esista uno stretto legame fra diritti e umanità”. Lo scorso 11 luglio 2017 nei locali del Parlamento di viale Aldo Moro viene firmato il Protocollo d’intesa tra il Presidente del Tribunale per i Minorenni di Bologna e la Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per lo svolgimento di attività di selezione, formazione e iscrizione negli elenchi dei tutori volontari disponibili ad assumere la tutela di un minore straniero non accompagnato. Il tutto in forma pubblica insieme a rappresentanti delle comunità religiose come l’arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi, il rabbino capo di Bologna Alberto Sermoneta e di Ilhame Hafidi della Comunità islamica bolognese. L’attività del Garante regionale per l’infanzia e quello dell’Assemblea legislativa è stato intenso anche durante la pausa estiva, tanto che il 28 agosto 2017 è stato pubblicato l’Avviso pubblico regionale per la selezione e la formazione di soggetti idonei a svolgere la funzione di tutori legali di minori stranieri non accompagnati (MSNA) a titolo volontario e gratuito, da inserire nell’elenco presso il Tribunale per i minorenni di Bologna. A meno di un mese di distanza i primi numeri sono molto positivi e lasciano ben sperare per il futuro. “Dall’avvio dell’Avviso Pubblico al 20 settembre abbiamo aperto 40 fascicoli personali di aspiranti tutori volontari che a partire dal mese di ottobre parteciperanno ai corsi di formazione, il primo parte il 7 ottobre prossimo a Ferrara, per poi essere iscritti nell’elenco del Tribunale per i minorenni ed essere a disposizione dei Giudici Tutelari che con decreto li nomineranno tutori”, sottolinea Saliera che “affrontiamo così problemi e complessità che rappresentano una sfida, non ci si può spaventare, ed inducono ad un maggiore impegno comune a tutela tanto dei ragazzi soli, quanto della serenità delle nostre comunità. Fingere che la microcriminalità non esista, oppure pensare di risolverla solo con la logica dell’ordine pubblico invocando pene e restrizioni delle libertà individuali, può indurre a far sì che un problema risolvibile diventi un’emergenza. Con tutto quello che ne consegue in termini di possibilità di una vita serena e giusta. Con l’istituzione e l’attività dei tutori volontari vogliamo rafforzare la prescrizione della nostra Carta costituzionale che riconosce i diritti e i doveri tutti”. La figura del tutore volontario è un salto di qualità per l’impegno regionale su un tema delicato come quello del contrasto all’abbandono minorile e che va ad affiancarsi ad una strutturata serie di attività promosse da tempo su questo settore da viale Aldo Moro per una platea di utenti che, nel 2017, è di 1.160 minori (di cui 93,6 % maschi e 6,4% femmine) di cui il 63,9% (741) ha 17 anni, il 24,1 % ha16 anni, l’8,3% ha15 anni, il 3,7% ha dai 7 ai 14 anni e 1 pari allo 0,1% è fra i 0 e i 6 anni. Le cittadinanze più frequenti a livello regionale sono: Albania per il 40,6%, Gambia 12,5%, Nigeria 7,3%, Marocco 4,6%, Guinea 4,2%. Nessuno dalla Siria alla data di rilevazione. A fianco del tutore volontario introdotto dalla nuova legislazione nazionale, vanno ricordati altri interventi già attivi da anni lungo la via Emilia il cui punto di forza è il coinvolgimento delle famiglie. Capita così che, dal marzo 2016, a Modena siano stati accolti circa 100 giovani, fra cui anche minori, presso una sessantina di famiglie; a Bologna sia attivo il progetto Vesta che dall’aprile 2016 ha permesso l’accoglienza di 25 giovani, mentre per altri 45 si sta lavorando. Va segnalato, inoltre, che a partire dal 2013-2014, i Comuni di Reggio Emilia, Bologna e Ferrara, in collaborazione con il competente Servizio regionale e il Garante regionale, hanno promosso e realizzato esperienze di tutela volontaria per i minori d’età. Sono una quindicina il numero delle tutele volontarie attive, relativa a minori stranieri non accompagnati.

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