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25 Novembre 2017

Giornata contro la violenza alle donne: no al crimine più odioso

"Convocare un convegno oggi è molto importante perché avviene nella Giornata contro la violenza contro le donne. Un appuntamento molto importante perché ci ricorda ogni giorno della gravità di quella che è una delle piaghe della nostra società. La violenza contro le donne è uno dei crimini più odiosi perché colpisce la dignità stessa della persona umana e perché spesso è perpetuata da persone che si conoscono, da famigliari, da amici.

E' un crimine orribile perché si porta ancora dietro antichi pregiudizi, luoghi comuni che puntano a trasformare la vittima in colpevole, in complice. Dobbiamo, invece, ribadire la nostra ferma condanna di ogni violenza, di ogni sopruso”. Parola di Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna che questi concetti li ha messi nero su bianco in un messaggio rivolto al Cif, il Centro Italiano Femminile che questa mattina a Bologna ha organizzato il convegno dal titolo “Valorizziamo il noi in ambito familiare, educativo e civile”. “Dobbiamo dire no a ogni forma di violenza. E non limitarci a farlo solo nel momento di gravi fatti, da ultimo quando avvenuto alcuni giorni fa a Budrio. Dobbiamo – sottolinea Saliera – lavorare per costruire una società democratica, basata sulla dignità della persona umana: nel mondo del lavoro, che sta diventano sempre di più barbarico, senza regole e senza diritti. Con un ritorno a forme di sfruttamento spacciate per modernità. Nel mondo della scuola, primo momento di formazione dei giovani”.

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24 Aprile 2019

Condanna per lo sfregio alla lapide della Bolognina

"Condanniamo nel modo più risoluto e senza appello l'ennesimo grave sfregio ai simboli della lotta di Liberazione e della Resistenza. A Bologna violenze di questo tipo non possono avere né spazi, né tolleranza.

24 Aprile 2019

Buon 25 aprile!

"Se agli italiani fu risparmiata la dissoluzione territoriale del Paese, come in Germania, se fu risparmiato un governo militare straniero come in Giappone, se si poté evitare una lunga guerra civile come in Grecia, se si poté scegliere liberamente con un referendum se essere monarchia o repubblica, e, da subito, votare per partiti diversi, è perché nella lotta partigiana l'Italia si riscattò.