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15 Febbraio 2016

La Rai si attivi, tutti in montana hanno diritto a vedere i canali tv pubblici

La Rai Tv si attivi perché tutti i cittadini dell'Emilia-Romagna possano usufruire dei canali del servizio pubblico radioteleviso.

Anche chi vive nei Comuni dell'Appennino, dunque, deve poter vedere i programmi della Rai, cosa che attualmente non avviene in tutto il territorio regionale. La Presidente dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Simonetta Saliera ha scritto ai vertici della Rai (la Presidente Monica Maggioni e il Direttore Generale Antonio Campo dell'Orto) affinché l'azienda radiotelevisiva pubblica si attivi per superare le diseguaglianze tra cittadini che ancora permangono in materia dei canali Rai. "Nei giorni scorsi - scrive Saliera citando una nota dell'Uncem e una deliberazione dell'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese a firma di Romano Franchi, sindaco di Marzabotto - tanto l’Uncem (Unione Comunità Montane), quanto le giunti di alcune Unioni di Comuni montani dell’Emilia-Romagna, hanno reso pubblica la perdurante difficoltà dei cittadini residenti in Appennino di vedere correttamente i programmi televisivi della Rai Tv, denunciando la perdurante discriminazione tra chi vive in pianura e chi in montana. Si tratta di un problema serio, che impedisce a numerosi contribuenti di usufruire del servizio pubblico radiotelevisivo: facendomi interprete di queste preoccupazioni e confidando nella Vostra sensibilità, porto alla Vostra attenzione il tema, sottolineando la necessità di assicurare a tutti i cittadini della Repubblica, anche quelli che vivono in zone fragili come, appunto, quella montana, di poter usufruire della visione dei canali della Rai Tv. Mi permetto, quindi, di sensibilizzarVi affinché siano messe in campo tutte le azione di competenza del Servizio pubblico per superare le perduranti difficoltà".

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12 Giugno 2019

La Repubblica di Montefiorino 75 anni dopo

Tappa fondamentale per la riconquista della libertà, uno tra i primi esempi di democrazia nell’Italia che combatteva per liberarsi dall’oppressione nazifascista.

11 Giugno 2019

I 30 anni dell'Associazione dei parenti delle vittime di Ustica

Da trent’anni combatte il muro di gomma che impedisce di arrivare alla verità sulla strage di Ustica. Da tre decenni lotta perché sia fatta vera luce ciò che avvenne nei cieli d’Italia nella notte del 27 giugno 1980.La storia dell’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica diventa un libro realizzato grazie alla collaborazione tra l’Associazione stessa e l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.