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19 Marzo 2016

Missione in Saharawi/4: La ricostruzione dopo la terribile alluvione di ottobre, l’aiuto dell’Emilia-Romagna

La missione regionale nei luoghi colpiti nei mesi scorsi da 27 giorni di pioggia continua, con il 95 per cento delle case distrutte. Saliera: “Grande volontà di reagire”. Delmonte: “L’Europa si faccia sentire per la causa Saharawi”. L’azione della Protezione civile della Regione. Ventisette giorni di pioggia, con il 95 per cento delle case distrutte o danneggiate.

Sono i numeri dell'alluvione che nello scorso ottobre si è abbattuta sulla wilaya di Dakla, la più colpita di tutti i campi profughi Sarahawi. La delegazione dell’Emilia-Romagna – con enti locali, associazioni e Ong, guidata dalla presidente dell’Assemblea legislativa, Simonetta Saliera, e con il consigliere Gabriele Delmonte, in rappresentanza dell’Intergruppo assembleare “Amici del Saharawi” - ha trascorso quasi interamente a Dakla la sua terza giornata di missione. “Abbiamo voluto venire in questa wilaya anche se è lontana, ma volevamo renderci conto di persona dei danni provocati dalle piogge e della vostra fattiva reazione nel ricostruire immediatamente”, ha detto Saliera al segretario generale Mehdi Nafa, che l'ha accolta al termine di quasi due ore di viaggio attraverso il deserto assieme agli altri partecipanti. Mehdi Nafa ha parlato delle numerose difficoltà che incontrano quotidianamente gli abitanti di Dakla, la wilaya più isolata, ma anche della volontà di puntare all'autosufficienza: “Qui le famiglie hanno gli orti perché l'acqua, pur essendo sotterranea, è vicino alla superficie – ha spiegato - noi le sosteniamo con i mezzi per l'agricoltura e vorremmo sviluppare anche progetti di microcredito destinati soprattutto ai giovani”. Dopo l'incontro iniziale nella sede del governatorato di Dakla, la giornata è proseguita con una visita alle diverse daire. Si è fatto tappa alla scuola “Carlo Giuliani”, aperta nel 2006 da Nexus-Cgil Emilia-Romagna e pesantemente danneggiata, tanto che gli oltre 700 bambini che la frequentano stanno seguendo le lezioni in tenda. A testimonianza dell'immediata reazione ai danni subiti, la delegazione ha visitato anche una famiglia che per fabbricare una nuova casa più solida e resistente ha potuto beneficiare di parte dei primi 20mila euro raccolti come donazione dalle associazioni di solidarietà emiliano-romagnole per la ricostruzione delle abitazioni civili saharawi. Tornati a Rabouni, i membri della missione emiliano-romagnola hanno visitato la sede di Afapredesa, l'associazione delle famiglie dei prigionieri e desaparecidos Saharawi, il cui presidente Abdsalam Omar ha ricordato i morti per la causa, le 59 persone ancora rinchiuse in carcere e tutte quelle sottoposte a continue repressioni nei territori occupati. “Tutta la politica, soprattutto quella europea, deve far sentire la sua voce", ha commentato a fine incontro il consigliere regionale Delmonte. La giornata è infine terminata con una cena assieme al neo-presidente del Parlamento della Repubblica araba democratica Saharawi, Catri Aduh, e con il ministro dell'Interno, Hama Salama, che ha annunciato il completamento di una unità della Protezione civile Saharawi e Rabouni e la nascita di un’altra a Dakla, frutto di un’azione di monitoraggio effettuata in questi giorni da Antonio Monni e Gian Marco Venturoli, della Protezione civile della Regione Emilia-Romagna.

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13 Novembre 2018

Saluto al congresso regionale Spi-Cgil dell'Emilia-Romagna

Vincere la sfida della solitudine e dell’impoverimento dei salari e delle pensioni. E’ questo il succo del messaggio che Simonetta Saliera, presidente dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna, ha inviato allo Spi-Cgil, che tiene il proprio congresso regionale a Cervia.

11 Novembre 2018

Ricordo della Battaglia di Porta Lame

"La Battaglia di Porta Lame è una tappa fondamentale nel percorso di recupero della libertà degli Italiani, del riscatto della dignità della nostra Patria dopo 20 anni di dittatura e di guerra. Oggi è anche il momento per ricordare, con onore e rispetto, due grandi bolognesi che non ci sono più, Lino William Michelini e Giancarlo Grazia, che combatterono per la libertà di tutti noi".